Taxi: Ncc, grave legiferare per accontentare violenti

14 Lug, 22Auto, Bus, Primo piano

“Non bisogna legiferare per accontentare i tassisti violenti, questo è molto grave”. È la posizione di Francesco Artusa e Luca Notarbartolo, rispettivamente presidente di Sistema Trasporti e di Ncc Italia.

“Nella giornata di ieri abbiamo avuto un giro di consultazioni con i principali partiti di maggioranza sul tema dell’art.10 al Ddl concorrenza. Una materia che riguarda anche gli Ncc – si legge nella nota -. Per la Lega sono intervenuti gli onorevoli Elena Maccanti e Edoardo Rixi che ci hanno ribadito la loro posizione di stralcio e apertura di tavolo tecnico”.

“Una proposta che l’Ncc potrebbe valutare a condizione vi sia l’abbandono del foglio di servizio elettronico (comunque inattuabile) da sostituire con l’esibizione della prenotazione e/o la riforma dell’art.85 del codice della strada. A questo primo incontro hanno preso parte anche CNA e Federnoleggio/Confesercenti – aggiungono Artusa e Notarbartolo -. Anche Forza Italia ha espresso la posizione favorevole allo stralcio. Purtroppo notiamo il paradosso di un parlamento che non ha recepito la sentenza della corte costituzionale del febbraio 2020 e ora freme per legiferare solo dopo che il Governo si e’ assunto questo onere”. “Ma l’ultimo incontro e’ quello che ha registrato le posizioni più intransigenti e inspiegabili ovvero quello con il Pd con la presidente Deborah Serracchiani e l’onorevole Davide Gariglio che hanno espresso la posizione di stralcio e decreti attuativi. Gariglio ha fatto più volte riferimento alla necessità di allentare la tensione che si è venuta a generare a seguito degli Uber file”, aggiungono. “Un chiaro riferimento alle proteste di piazza dei tassisti di questi giorni. Sarebbe molto grave poiché vorrebbe dire che un rappresentante di un’istituzione, peraltro espressione della maggioranza di Governo, in qualche modo ammetta che le leggi non si compiono nelle sedi dedicate al confronto democratico, ma si ottengono nelle piazze con la violenza. La politica ha il dovere di far sedere le categorie attorno a un tavolo nella ricerca di un compromesso ragionevole, per gli operatori e per l’utenza. Perché l’alternativa alla tensione dei taxi, non può essere la sottomissione infinita degli Ncc. Non in uno Stato di diritto”, concludono Artusa e Notarbartolo.

 

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Fonte immagine: Quotidiano Nazionale

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