Presentazione del Ministro Salvini dei decreti ministeriali per taxi e NCC

9 Feb, 24Attualità, Auto, Primo piano

Quella sensazione di essere merce di scambio.

Ieri, una sessantina di sigle tra Taxi ed Ncc (in pratica chiunque lo chieda senza distinzioni tra chi rappresenta le categorie e chi sé stesso) sono state convocate al Ministero dei Trasporti per una presentazione dei lavori prossimi venturi.

Il Ministro Matteo Salvini in persona ha comunicato che i tre decreti ministeriali usciranno insieme (registro elettronico, foglio di servizio elettronico, piattaforme tecnologiche) e che il tutto dovrebbe durare un paio di mesi, teoricamente.

Praticamente bisognerà vedere cosa ci scrivono. Ad esempio si parla di un Ren senza sanzioni per chi non si registra oppure demandato alla buona volontà dei comuni per i quali non esisterà un termine perentorio. Che significa in soldoni? Che la “piena operatività” prevista dalla legge come condizione per il rilascio di autorizzazioni potrebbe non arrivare mai.

Il foglio di servizio lo affronteremo in un secondo momento, ma ieri abbiamo appreso che lo finanzieranno con fondi del PNRR e che il server dovrebbe archiviare i dati in modo criptato, non accessibile a chiunque.

Ora, in un mondo normale, discuteremmo di come sistemare una legge abbattuta nel suo pilastro fondante dalla corte costituzionale nel 2020. Nel nostro invece pensiamo a fare decreti attuativi di quello che resta di una legge incostituzionale. Sarebbe come se una volta bruciato l’arrosto nel forno, non lo sostituissimo ma ci occupassimo per 5 anni della presentazione delle patate.

Il foglio di servizio elettronico non solo è in contrasto col regolamento europeo (perché lo dice il garante della privacy), ma è palesemente inutile oltre che uno sperpero di denaro pubblico. Non è che se arrivano dal PNRR li possiamo usare per accenderci i sigari. Qui siamo sullo stesso livello, o meglio, se chiedi a loro a che scopo lo Stato vuole tracciare gli spostamenti dei clienti degli Ncc, ancor più quando tutti gli operatori raccolgono prenotazioni e potrebbero mostrarle in caso di accertamenti, lo Stato ti risponde che è perché così prevede la legge fatta dallo Stato.

Cioè, fanno un decreto alla settimana, ma la legge che i tassisti scrivono per gli Ncc, ha la stessa sacralità delle tavole di Mosè o della Costituzione.

La sensazione forte, e parlo a titolo personale, è che ci troviamo di fronte all’ennesima, inutile passerella. Che tutto sia già stato deciso altrove, precisamente nel momento in cui il Governo ha emanato quel decreto con i nuovi presunti rilasci di licenze taxi per spegnere le proteste degli italiani e dei media di tutto il mondo.

Diciamo che non mi stupirebbe se qualcuno avesse usato il contrasto agli Ncc ad iniziare col blocco delle autorizzazioni (anche alla mobilità e sviluppo del Paese, ma qui si entra in ragionamenti troppo complessi) come contropartita per quel pugno di licenze taxi senza troppe proteste. Del resto ricominceremo a parlarne in alta stagione, ma al momento, chi vive di sondaggi settimanali non se ne preoccupa.
Il tutto in un contesto di campagna elettorale per le europee…

Vedremo, la cornice mi sembra sempre la solita, compreso l’invio delle bozze sulle quali faremo rilievi. Se li ignoreranno avremo il terzo indizio e se tre indizi faranno una prova, come al solito, avremo bisogno di un giudice.

Francesco Artusa

 

 

Fonte foto: web

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