Ncc, da tassisti minacce e intimidazioni

8 Feb, 22Attualità, Auto, Azioni collettive, Bus, News, Primo piano

“Grazie ad un accesso agli atti abbiamo appreso che un comune della provincia di Lucca ha avviato accertamenti che coinvolgono un nostro associato sulla base di un esposto a firma del Segretario di Unica Cigil Roberto Cassigoli e del presidente di Uritaxi Claudio Giudici. Il tentativo di ripristinare il gran ducato di Firenze attraverso minacce e intimidazioni a chiunque sia colpevole di non avere una autorizzazione fiorentina ha superato ogni limite”. Lo affermano in una nota Francesco Artusa e Antonello Fambrini, rispettivamente Presidente Nazionale e Presidente Regione Toscana di Sistema Trasporti, associazione per il trasporto privato di Ncc auto e bus turistici.

– Nel merito, spiega l’associazione, “l’Ncc può dimostrare che si trovava a Firenze per un servizio a disposizione di un cliente di Lucca, partito da Lucca e tornato a Lucca esauriti i suoi impegni. Ovviamente tutto ciò è perfettamente legale. Nel metodo è anche peggio. Chi autorizza questi signori a fare indagini, pedinamenti, a scattare foto ad un operatore con regolare autorizzazione pubblica? Per questo assisteremo il nostro associato e stiamo preparando denunce/querele per violenza privata, diffamazione e calunnia, dato che, purtroppo per loro, non esiste e non esisterà mai, una legge che discrimini gli ncc se non sono fiorentini”.

“Ci attiveremo anche in sede civile per ottenere i dovuti risarcimenti – spiegano Artusa e Fambrini -. Per il rispetto delle norme facciano come noi, si rivolgano al Comune di Firenze chiedendo l’intervento della polizia locale. È una strada più lunga, ma è quella prevista in uno stato di diritto.

Infatti, dopo più di un anno, Palazzo Vecchio ha risposto all’esposto da noi presentato sui servizi Ncc, illegittimamente pubblicizzati e presumibilmente venduti dalla cooperativa 4390, annunciando l’avvio di una contestazione alla suddetta e la trasmissione degli atti alla polizia locale.

Questa storia ricorda tanto quella del bue e dell’asino. In ogni caso è evidente che questi soggetti siano usciti dai binari della correttezza e della legittima difesa di una categoria, scegliendo l’intimidazione e la menzogna. Metodi incompatibili con le cariche che esercitano. Peraltro hanno un conflitto di interesse enorme. Si rivolgono ai comuni come fossero dei sindacalisti terzi, ma di fatto sono direttamente o rappresentano veri e propri competitors che avrebbero un chiaro vantaggio economico nel ridurre il numero di veicoli che possano operare su Firenze”.

“I comuni inizino a preoccuparsi di come sono state ottenute le informazioni contenute negli esposti dei tassisti e per quanto riguarda Cassigoli e Giudici, confidiamo in un mea culpa che li convinca a fare un passo indietro”, concludono i due.

 

Leggi la risposta del Comune di Firenze all’esposto presentato da Sistema Trasporti

 

Foto dal web

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