Il Riformista: “L’Italia riapre, riduciamo i rischi con i bus privati”

16 Apr, 21Rassegna Stampa, Attualità, Auto, Bus, Primo piano

Sistema Trasporti interviene su Il Riformista sul tema della riapertura annunciata dal governo Draghi per il 26 di Aprile. Francesco Artusa, Presidente Nazionale, fa un quadro preciso della situazione del trasporto pubblico, per la quale Sistema Trasporti è in prima linea da un anno per coinvolgere i mezzi NCC fermi a sostegno di una mobilità sicura.

Alcuni estratti dall’articolo:

Secondo il monitoraggio del Ministero dei Trasporti, nei primi mesi dell’anno, i mezzi pubblici hanno viaggiato al 55% della capienza con momenti di criticità determinati da due fattori: le ore di punta e le grandi città, in particolare nelle fasce orarie del mattino in cui coincidono gli ingressi di scuole e uffici. E ora, con il passaggio in zona arancione della maggior parte delle Regioni, sono tornate anche le scene di gente accalcata che tenta di salire a bordo della metropolitana o di un autobus.

 

Servizi dedicati agli studenti, “Door to school”, utilizzando le migliaia di autobus e veicoli Ncc disponibili, garantirebbero sicurezza e tracciamento e probabilmente, se si fossero organizzati da quando si è iniziato a proporli, ovvero quasi un anno fa, le scuole non sarebbero state costrette alla chiusura più lunga in Europa. Ma perché non si fa?

 

Il sospetto è che, anche per il notevole ammontare di risorse garantite al trasporto pubblico locale, vi siano enormi resistenze da parte degli interessi costituiti, i quali temono l’ampliamento della rosa di operatori con i quali condividere tutte le risorse disponibili. Stiamo parlando di 12/13 miliardi di fondi pubblici erogati ogni anno ai concessionari del trasporto pubblico locale, ai quali si sono già aggiunti altri 2 miliardi per i mancati ricavi a causa della pandemia. Così, mentre le aziende di trasporto pubblico non assistite possono perdere il 95% del fatturato e chiudere, ci sono altre aziende che fanno trasporto pubblico locale con ingenti risorse pubbliche, e che hanno visto garantiti i ricavi e la propria sopravvivenza sul mercato. Così è previsto anche dal Decreto Sostegni.

 

E la recente operazione dei Nas ha confermato quanto tutti già sapevano, ovvero che il Tpl (trasporto pubblico locale) non garantisce sicurezza. Per questo abbiamo proposto (anche in commissione trasporti alla Camera lo scorso giugno) servizi dedicati che avrebbero fatto risparmiare miliardi derivati dalle chiusure.

Fonte articolo e foto: Il Riformista

Leggi l’articolo completo sul sito de Il Riformista

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